TAV, l'ordine del giorno del Consiglio provinciale
La Provincia di Gorizia valuta positivamente quelle parti del progetto che mirano a potenziare i collegamenti ferroviari dal cosiddetto futuro superporto di Monfalcone e il previsto interramento della linea storica Udine – Trieste, che si auspica venga esteso anche al tratto di Selz e Vermegliano, recuperando a unità l’assetto urbano di Ronchi.
Si chiede invece una radicale revisione delle soluzioni tecniche oggi previste per la quadruplicazione nella tratta tra Bivio San Polo e Bivio Aurisina. Nuove soluzioni commisurate alle reali esigenze trasportistiche vanno trovate senza inutili interventi impattanti su un territorio dal delicatissimo equilibrio idrogeologico, qual è il Carso, privilegiando percorsi che si affianchino a quelli esistenti.
Pur in presenza di un progetto ancora allo stato primordiale, si ritiene essenziale che il progetto sia corredato da una seria analisi del rapporto costi – benefici e di quella economico finanziaria.
Si ritiene altresì indispensabile la predisposizione di una approfondita analisi trasportistica sia per il traffico merci che per quello passeggeri, al fine di verificare i volumi e le direttrici dei traffici attuali e futuri, previsti sulla base di diversi possibili scenari di sviluppo, in modo da programmare quegli interventi di modernizzazione della rete ferroviaria che possano dare risposte efficaci alle reali esigenze di movimentazione tanto delle merci che delle persone.
La Provincia ritiene infine necessario un ripensamento strategico che con una nuova progettualità e senza interventi penalizzanti per altre parti del territorio provinciale rimetta al centro la via di Gorizia e il suo collegamento con il nodo di Divacia e a seguire Lubiana. Questo ripensamento si rende necessario sia per dare una risposta di maggiore capacità complessiva nella movimentazione delle merci sull’asse est-ovest accanto a quello sud-nord, così come proposto dai progetti Sistema e Snodo realizzati da questa Provincia con finanziamenti del ministero per le infrastrutture, e sia per mantenere un efficiente servizio ferroviario passeggeri che colleghi la città capoluogo e gran parte del territorio provinciale alla rete ferroviaria nazionale.
In tutti i casi bisogna tenere conto della particolare situazione in cui si vengono a trovare le famiglie che si trovano a dover lasciare la propria abitazione, e verso le quali è richiesto un indennizzo economico congruo e significativo, che va esteso anche alle abitazioni che subiranno una perdita di valore.
Ciò premesso e facente parte integrale del presente odg
Il Consiglio Provinciale di Gorizia:
· tiene in considerazione le osservazioni presentate dai Comuni di Doberdò del Lago, San Canzian d’Isonzo, Turriaco, Staranzano, Ronchi dei Legionari e Monfalcone e invita RFI ad adeguare il progetto secondo tali disposizioni e la Regione a sostenerle all’atto dell’intesa con lo Stato;
· ritiene indispensabile che il progetto sia corredato dalla analisi costi-benefici, da quella economico finanziaria e da una adeguata analisi trasportistica;
· propone la costituzione di un tavolo istituzionale permanente che segua l’iter progettuale e dei lavori, sotto l’egida della Regione, in modo da rendere trasparente tutto il prosieguo dell’opera superando così nei fatti i vincoli della illiberale Legge Obiettivo che male si concilia con un territorio ultra-sensibile come il Carso, che è patrimonio dell’umanità, e la cui tutela deve essere un obiettivo di tutta la Comunità nazionale ed europea, sul quale per altro è storicamente presente la minoranza slovena;
· propone che la via per Gorizia sia considerata complementare al Corridoio 5°;
· la Provincia ritiene infine indispensabile un nuovo progetto di collegamento tra la linea ferroviaria Trieste – Udine con quella di Trieste – Venezia, in modo da garantire una agevole connessione tra Gorizia e il Polo intermodale di Ronchi dei Legionari. Tale progetto deve essere contemporaneo con quello sul Bivio San Polo e deve essere condiviso con i Comuni interessati.
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